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Informazioni su Laâyoune

Laâyoune (in arabo: العيون [Al ʿAīūn], El Aaiún o El-Ayoun, letteralmente "gli occhi" o "le sorgenti") è una città...

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Notizia 14 May 2013 6 min di lettura

La calma dopo la tempesta

La calma dopo la tempesta

Se, da lunedì scorso, gli abitanti di Laâyoune vivono come farebbero gli abitanti di qualsiasi altra città, con i genitori che attendono alle loro occupazioni e i bambini che si recano a scuola, resta il fatto che le forze di sicurezza restano in allerta. In previsione della manifestazione che doveva aver luogo domenica, in occasione, dicono gli amici di Aminatou Haidar, dell'attribuzione da parte dei membri di un'Associazione tedesca del titolo di “militante”, qualificativo che i suoi ammiratori attribuiscono alla separatista. In tale occasione, la wilaya ha pubblicato un comunicato nel quale assicura che “ogni manifestazione non autorizzata non sarà permessa”. Nonostante questo monito, i separatisti restano determinati a manifestare. Ciò avrà come conseguenza scontri con le forze dell'ordine.

Ma la “grande” manifestazione alla quale si preparano questi ultimi sarà quella che commemora il 40° anniversario della creazione del Polisario, il 20 maggio.

Arresti

Giovedì, verso le 5 del mattino a Laâyoune, elementi della polizia hanno proceduto all'arresto di 6 o 7 Sahrawi Pro-Polisario, tra cui un minore di 17 anni, indica un comunicato dell'AMDH. Una fonte ci ha confidato che le perquisizioni delle case dei prevenuti hanno permesso il sequestro di armi bianche, coltelli e sciabole. Questa operazione è intervenuta tre giorni dopo che il Ministro dell'Interno ha ribadito, lunedì davanti ai deputati, la ferma volontà del suo dipartimento di applicare la legge “su tutto il territorio marocchino da Tangeri a Lagouira”. Mohand Laenser aveva fatto stato di 150 feriti tra le forze dell'ordine durante scontri, avvenuti il 4 maggio, con i simpatizzanti del Polisario. A proposito di questi arresti, la procura generale presso il tribunale di Laâyoune ha pubblicato un comunicato che precisa che si è proceduto all'arresto di alcuni individui accusati di aver preso parte agli eventi e atti di violenza che ha conosciuto la città di Laâyoune, nella giornata del 04 maggio 2013. Questi atti hanno provocato, indica il comunicato, ferite tra elementi delle forze dell'ordine, di cui due in stato comatoso.

Le persone accusate di distruzione di beni privati e pubblici, di terrorizzare gli abitanti per mezzo di veicoli fuoristrada, sono nelle mani della polizia giudiziaria che procede a un complemento d'indagine sotto la supervisione della procura. Il comunicato sottolinea che le ricerche sono state lanciate per arrestare tutte le persone coinvolte in tali atti al fine di deferirle davanti alla giustizia.

Espulsione

A questi arresti e al comunicato della wilaya di Laâyoune che vieta ogni marcia non autorizzata, si aggiungono la morte nella sua cella del penitenziario di Aït Melloul di un detenuto sahrawi, in seguito a uno sciopero della fame, e l'espulsione avvenuta a fine settimana di tre cittadini norvegesi (Lise Resvold, Matilde Uggerud, Ingar Langli), membri del Comitato norvegese di sostegno ai separatisti. Questi ultimi avanzano in una comunicazione telefonica che dal loro arrivo, “erano costantemente seguiti dalla polizia marocchina”. Il soggiorno dei tre norvegesi venuti in qualità di turisti a Laâyoune non sarà durato nemmeno 24 ore. Una fonte di polizia sostiene che i tre norvegesi sono stati arrestati in piena riunione con dei separatisti, in un hotel della città, in vista di preparare manifestazioni di protesta dei Pro-Polisario.

Mobilitazione

D'altra parte, circolando per le strade di Laâyoune, si è stupiti dal dispiegamento massiccio delle forze dell'ordine. Tale dispiegamento tocca le città di Smara e Boujdour dove si parla di una visita a sorpresa del Ministro dell'Interno e dove affluiscono nuovi rinforzi. Alcuni osservatori della scena locale parlano di una grande mobilitazione nei ranghi delle associazioni dette unioniste sullo scacchiere sahrawi. Così, presso la sede dello spazio associativo, diversi dirigenti di associazione hanno firmato un comunicato che denuncia ogni tentativo di perturbare l'ordine pubblico e tutte le manovre straniere che mirano ai giovani sahrawi e li incitano a manifestare e protestare contro l'ordine stabilito. Riuniti presso uno dei loro, dei chioukh hanno pubblicato comunicati simili condannando, dicono, le ingerenze straniere che perturbano il clima di sicurezza e di quiete delle nostre città e raccomandano ai membri delle loro tribù rispettive di astenersi da ogni manifestazione non autorizzata.

Smara

A Smara, il governatore ha riunito i chioukh, eletti, notabili e componenti della società civile della provincia. Lo scopo era di invitarli a una mobilitazione generale per contrastare i tentativi miranti a perturbare l'ordine nei diversi quartieri della città. In un discorso pronunciato per l'occasione, il governatore ha ricordato la grande apertura democratica che conosce il paese e lo sviluppo su tutti i piani. Che si tratti dello sviluppo umano, economico, strutturale o a livello delle libertà e di protezione dei diritti umani, il Marocco non può essere paragonato agli altri paesi della sottoregione. Ricordando le strutture messe in atto per operare questo cambiamento, in particolare l'Istanza equità e riconciliazione, il CNDH e le sue commissioni regionali, la commissione indipendente di arbitrato, tra le altre. Tutte queste strutture sono nate da una volontà Reale e dalla coniugazione degli sforzi delle componenti politiche e delle diverse associazioni nazionali, senza sottomissione alla minima influenza straniera.

Iniziativa

Davanti alla gravità della situazione, un gruppo di giovani quadri politici e associativi di tutte le tendenze politiche e sociali ha, durante una conferenza stampa organizzata all'hotel Massira di Laâyoune, diffuso un comunicato riguardante un'iniziativa chiamata “L'Appello di Laâyoune per un dialogo responsabile” di cui ecco il testo:

“Le istanze e gli attori firmatari di questo appello, nella regione Laâyoune-Boujdour-Sakia Al-Hamra, assumendo tutte le loro responsabilità, coscienti dell'importanza dell'evoluzione democratica che conosce il nostro paese, coscienti della fase che attraversa la nostra causa nazionale e della priorità dell'arbitrato della coscienza e del principio del dialogo responsabile in ogni circostanza e convinte della necessità di ricercare un nuovo approccio suscettibile di assicurare a ciascuno la libertà di espressione in un quadro democratico responsabile, prendono questa iniziativa che resta aperta a tutte le componenti politiche, sindacali, associative, femminili, di giovani e a tutti i cittadini per:

- Operare per consolidare il principio di un dialogo globale e responsabile tra le diverse componenti ed evitare il ricorso all'arbitrato della strada che non può che allargare il cerchio della violenza e rendere più conflittuale la situazione di sicurezza nella regione;

- Adottare un nuovo approccio integrato per la trasparenza, la buona governance, lo sviluppo e la giustizia sociale che garantisca le libertà individuali e comunitarie e salvaguardi i diritti umani nella sicurezza e nella stabilità;

- Accelerare l'applicazione della regionalizzazione avanzata, supposta innalzare il livello di sviluppo economico e sociale e approfittare delle potenzialità della regione;

- Stabilire la scelta democratica attraverso la lotta contro la cattiva gestione e l'economia di rendita e l'abrogazione della logica di disporre degli affari della regione per garantire il consolidamento dell'unità nazionale;

- L'impegno effettivo dei media in un dialogo globale relativo agli affari della regione, il suo futuro, in tutta obiettività e credibilità e senza esclusione”.

I firmatari di questo appello confermano che la via del dialogo responsabile e l'accettazione della diversità restano il solo mezzo per superare la congiuntura attuale e sono disposti ad aprire spazi di dialogo, in questo senso.

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