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Notizia 14 Feb 2013 2 min di lettura

Caso Gdeim Izik: Fine delle audizioni degli accusati

Il tribunale militare di Rabat ha terminato, martedì sera, le audizioni delle persone coinvolte negli eventi verificatisi durante lo smantellamento del campo Gdeim Izik a Laâyoune.
Caso Gdeim Izik: Fine delle audizioni degli accusati

Il tribunale militare di Rabat ha terminato, martedì sera, le audizioni delle persone coinvolte negli eventi verificatisi durante lo smantellamento del campo Gdeim Izik a Laâyoune.

Al termine di quattro giorni di audizione, il tribunale ha ascoltato l'insieme degli indagati, ognuno dei quali ha dato la sua versione dei fatti, espresso le sue opinioni, comprese quelle politiche, e risposto alle domande del pubblico ministero e della difesa sulle accuse mosse contro di loro.

I 24 accusati in questo caso, di cui uno in libertà provvisoria, sono perseguiti per «costituzione di bande criminali, violenze premeditate contro le forze dell'ordine che hanno causato morte d'uomini e mutilazione di cadaveri».

Durante la seduta di martedì, la difesa ha presentato un insieme di richieste, tra cui una domanda di perizia medica su uno degli accusati che il tribunale ha deciso di esaminare alla fine delle audizioni. Il tribunale ha invece respinto le richieste relative all'esame degli oggetti sequestrati in quanto strumenti dell'atto criminale, di prelevare le impronte digitali e di confrontarle con le impronte di uno degli accusati.

Il processo, che si è aperto il 1° febbraio, vede la presenza a tutte le udienze di osservatori nazionali e internazionali, così come di rappresentanti di numerose associazioni e organizzazioni dei diritti dell'Uomo e di media marocchini e stranieri. Interpreti e traduttori giurati sono anche presenti permanentemente al tribunale per assicurare la traduzione in francese, inglese e spagnolo.

Parallelamente allo svolgimento del processo, le famiglie delle vittime e degli accusati organizzano sit-in pacifici davanti alla sede del tribunale.

Gli eventi di Gdeim Izik, che risalgono ai mesi di ottobre-novembre 2010, avevano fatto 11 morti tra le forze dell'ordine, compreso un elemento della Protezione civile, 70 feriti tra queste stesse forze, di cui diversi gravemente colpiti e altri quattro feriti tra i civili, oltre a danni materiali conseguenti e danni a edifici pubblici e beni privati.

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