Se in tempi normali tutti si lamentano dei taxi e dei pericoli che costituiscono, resta il fatto che le lamentele e i disagi diventano più numerosi quando questi decidono di scioperare.
È ciò che gli abitanti di Laâyoune hanno imparato a proprie spese, dal 19 dicembre corrente, giorno in cui i conducenti dei 250 taxi della città hanno decretato uno sciopero di 3 giorni che minacciano di concludere con una marcia fino a Rabat se le autorità non prenderanno in considerazione le loro rimostranze e non avvieranno negoziati con loro per trovare soluzioni ai loro problemi.
Secondo un comunicato di cui Libé detiene copia, i tassisti chiedono alle autorità di porre fine al trasporto abusivo, l'aumento del numero di autorizzazioni concesse ai veicoli destinati all'uso di taxi e la regolamentazione del rapporto tra i detentori di autorizzazioni di trasporto urbano (licenza) e i noleggiatori di tali autorizzazioni.
Per quanto riguarda il trasporto abusivo, esso è esercitato a Laâyoune da oltre 600 minibus che sfidano tutti i divieti e percorrono la città come in territorio conquistato.
Armati talvolta di bastoni e spesso di machete, i conducenti di questi veicoli non hanno alcun rispetto per il codice. Che si tratti del codice della strada o del comportamento civico, l'unico codice che rispettano è quello dell'eccesso di velocità e dell'avidità di guadagno, senza preoccuparsi dei numerosi incidenti che provocano qua e là per la città. Non si può dire se le autorità chiudano un occhio su tali comportamenti, questo tipo di trasporto, non dimentichiamolo, impiega diverse centinaia di giovani, o se semplicemente siano incapaci di far rispettare la legge.
In ogni caso, i conducenti di taxi sono determinati a proseguire il movimento. Con buona pace degli utenti.
Notizia 22 Dec 2011 2 min di lettura
Sciopero dei conducenti di taxi

