«In Marocco, le zone di montagna si estendono su 19 milioni di ettari, ossia il 28% del territorio nazionale. La foresta, con 3,6 milioni di ettari, vi occupa un posto importante sul piano ambientale, socioeconomico e culturale.
Contribuisce a oltre il 70% della produzione forestale nazionale e offre le principali opportunità di impiego per le popolazioni rurali». Questo richiamo della FAO sottolinea la singolarità socioeconomica dei massicci montuosi.
Le zone di montagna in Marocco occupano un posto di rilievo nel tessuto economico e sociale del Marocco, indicano gli organizzatori di questo seminario e sottolineano che si distinguono in particolare per i loro apporti preponderanti in materia di conservazione delle risorse genetiche e di mantenimento dell'equilibrio idrico globale del Paese. Durante l'ultima decade, secondo le statistiche fornite dall’agenzia onusiana incaricata dell'agricoltura e dell'alimentazione, la montagna detiene il 35% della superficie agricola utile (SAU) nazionale, ossia 3,2 milioni di ettari occupati essenzialmente da cereali (62%) e arboricoltura (14%).
Per i cereali, le principali colture sono l’orzo e il grano duro. Quanto all’arboricoltura, è dominata particolarmente dall’olivo e dal mandorlo.
L’allevamento in zona di montagna è del tipo estensivo a base di piccoli ruminanti (ovini e caprini) dipendenti strettamente dalle risorse silvo-pastorali. L'effettivo del bestiame è valutato a 15,7 milioni di capi.
Formazione, preservazione e vincoli tecniciIl convegno, iniziato in partnership con la Camera d'agricoltura di Fès-Boulemane, verte su diversi assi, tra cui «la formazione degli agricoltori nel campo delle rosacee», «la sistemazione dei bacini versanti: un imperativo per lo sviluppo sostenibile delle zone di montagna», «l’agricoltura familiare», «i vincoli tecnici, istituzionali e sociali dello sviluppo delle montagne», «i beni comuni e lo sviluppo della montagna» e «la preservazione e valorizzazione del patrimonio culturale naturale e lo sviluppo sostenibile delle zone di montagna: caso del Parco nazionale d'Abruzzo e i comuni di Scontrone (Italia)».
L'evento è organizzato a margine della seconda edizione del festival internazionale «Montagne'Arts», previsto dal 10 al 13 settembre, un appuntamento culturale annuale che tende a preservare e sviluppare le montagne, consolidare l'attrattività turistica della regione e perpetuare le tradizioni culturali locali.

