La città di Chefchaouen intende entrare a far parte della lista delle "Città amiche dei bambini" (VAE) nel mondo, un'iniziativa internazionale lanciata dall'UNICEF nell'ambito della Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia (CIDE).
Nata a Dakar nel 1992, questa iniziativa mira a coinvolgere villaggi, piccole e grandi città nell'attuazione della Convenzione sui diritti dell'infanzia nella gestione degli affari locali. In Marocco, dove è stata intrapresa una serie di riforme nel campo dell'infanzia, in particolare per quanto riguarda l'armonizzazione della legislazione nazionale con le disposizioni della CIDE e l'adozione di un Piano Nazionale per l'infanzia (PANE) nel 2006, questa iniziativa è stata lanciata il 20 novembre 2009 con la firma da parte di 5 città pilota marocchine della Carta "Città amiche dei bambini" (Ait Ouallal, Ouisselssate, Beni Mathar, Guenfouda e Tata), durante una cerimonia che ha segnato il 20° anniversario della CIDE a Marrakech, alla presenza di SAR la Principessa Lalla Meryem, presidente dell'Osservatorio nazionale dei diritti dell'infanzia.
Per preparare l'ingresso di Chefchaouen in questa lista, la città ha ospitato recentemente un incontro, il secondo del suo genere, alla presenza del sindaco della città, del suo omologo della città spagnola di Vejer de la Frontera, di eletti, delegati e rappresentanti dei dipartimenti dell'educazione nazionale, della salute, della cultura e della gioventù e dello sport, e di alcuni attori associativi.
Da segnalare che dal 2009, l'Unicef Childwatch International e il Children environments research group, grazie al sostegno della Fondazione Bernard von Leer, conducono una ricerca internazionale per definire uno strumento che permetta di creare un nuovo tipo di dialogo tra bambini e adulti. Nove paesi hanno accettato di partecipare a questa ricerca: Sudan, Repubblica Dominicana, Brasile, Marocco, Filippine, Giordania, Spagna, Italia e Francia.
Notizia 06 Jan 2011 2 min di lettura
Città amiche dei bambini

